oscuroscrutare

OSCURO LESSICO __POPULISMO

mojobranson | 01 Novembre, 2007 20:15

POPULISMO s.m. 

Il populismo è democrazia non organizzata, è la democrazia alla deriva di purezza, al suo eccesso teorico, alla sua pratica meno razionale, che, il caso vuole, oggi sia la parola d’ordine per indicare ogni personalità la quale, sul piano politico, riesce effettivamente a crearsi un seguito tra i cittadini (non accaso i soggetti hanno questo nome: sono coloro che votano su base “regionale” ) dei paesi occidentali a maturato livello di americanizzazione sociale, economica e politica.
E’ un iter naturale e benigno quello che si sta seguendo? Siamo davanti ad uno step necessario e progressivo, ad una  dolorosa, agognata “vittoria della democrazia” (espressione che piace sia ai vincenti quanto ai perdenti della lutte politique)? O invece si tratta, usando un espressione romana efficace ma in disuso, di un “foco de paja”?
Di fronte al populismo e alla democrazia, presi come termini dialettici e fuor di prassi, dovremmo essere sul piano di un felice connubio: ma aimè, spostandosi nella pratica, le contraddizioni e le ferite vengono a galla numerose. Quelle che dovrebbero essere investiture popolari, quindi di massa, di una massa consensiente e capace di giudicare anche bendata, una massa così cara ad ogni uomo politico del novecento (in ambiti totalitari o meno), che si vuole e crede ad oggi savia, consapevole, ormai con una coscienza, diventano riduzioni all’uno, culti della persona (più che della personalità), una stretta al monos, che tanto daccordo col demos non va. Quando un popolo è pronto per decidere, si chiederebbe un liberale di una volta? E i liberali di oggi, cosa si chiedono? Bisognerebbe domandare ad Eugenio Scalfari, quali sono i giorni della settimana in cui crede che un popolo è pronto a decidere da solo (di sabato? I giorni dispari? O 2 volte al mese?).  Se i quadri direzionali dei partiti liberali e marxisti, nonchè democristiani e socialisti, chi più chi meno, non hanno mai creduto nella totale libertà del popolo italiano e del mondo in genere, oggi campano di rendita (i sani costi della politica..), coloro che oggi, parvenus, riescono a portare con se il popolo (due nomi: Veltroni e Berlusconi, infausta rima!) sono l’antipolitica. Ed ecco l’altra parola chiave.
La dilagante antipolitica, la nemica della politica, del cittadino, del bene comune. Ma non può esistere il negativo senza il positivo che lo significa: quindi dipende dalla politica il peso e l’eccesso del suo antagonista. E qui avviene il miracolo: colui che uccide incolpa la vittima di essere morta e la giuria lo assolve, nel tripudio del popolo astante che aspetta di riempire le piazze, per un nuovo plebiscito. Grillo è figlio di Silvio, e non lo sa. La rete, reale possibilità di diffrazione, mescolanza e rinascita, diventa piattaforma, palcoscenico, ovvero il suo contario. C’è rinnovamento in questo? La politica, le possibilità materiali di migliorare le condizioni di vita e la libertà spirituale di un gruppo di persone, traggono benificio da questi cambiamenti d’orizzonte? E’ il consumo che genera l’oggetto, o l’oggetto esiste di per se? Il populismo, l’antipolitica, in realtà sono fratelli buoni, probabili nostri amici, tentativi alla deriva per arginare un deriva: il restringimento pratico, ma appunto incompleta e già fallita, dell’estetizzazione e al consumo fugace che ogni esperienza, politica, culturale e sociale deve avere in un paese a sviluppato livello di americanizzazione, usando cari vecchi termini, a capitalismo avanzato. C’è poco da scegliere e ogni valutazione marxista e post-marxista sembra ora più che mai, di difficile usablità. Ogni paragrafo deve essere definito, le dialettiche ripulite e messe di nuovo ben in vista:  ogni avanguardia di partito oggi, deve cambiarsi giacca e taglio di capelli, perché il loro corpo, il partito, è già dilaniato da altri poteri che così, diventano sempre più grandi. E’ il populismo  è forse uno dei loro modi per essere ancora più pesanti.

 
Accessible and Valid XHTML 1.0 Strict and CSS
Powered by NoBlogs.org and A/I Collective.