oscuroscrutare

Il no dell'Irlanda: popoli e Europa

mojobranson | 13 Giugno, 2008 23:55

Solo qualche questione a caldo. Problemi evidenti di cui non riesco a trovare le motivazioni profonde, se non pensando a brutti venti di “localismo” territoriale che fanno venire in mente conflitti razziali, scontri tra culture, più che class clash:


  1. La Lega, alleanze nazionali oltranziste, la sinistra (ex-istituzionale), gruppi marxisti-leninisti, fascisti incalliti, qualche socialista: perchè sono loro che si rallegrano delle sconfitte dell'idea di mercato europeo, di circolazione interna di beni e merci, di uno stato sociale europeo (con vocazione lieve al sociale ancora – maggiore che in alcuni stati nazionali però, come l'Italia)? Quale futuro politico per i “territori” (economici, politici, sociali, culturali): non li vuole governare nessun'altro che i fascisti e i leghisti, o peggio il Partito Democratico? Vi ricordate le “Unioni Sacre” prima della Grande Guerra? Non voglio certo la “FORTEZZA EUROPA”, sia ben chiaro, anzi. Ma questo rallentamento “nazionale” di un processo di fusione almeno di mercato - già di per se assai difficile e lento, benchè non sancito dalle spinte della lotta di classe - ma imposto dalle elites dirigenti europee, a forte vocazione, come ci si poteva aspettare, liberista.

  2. L'Europa - come idea, ma anche come mercato dinamico, ovvero di spostamento fisico oltre confini nazionali di mano d'opera, saperi, culture, capitali insomma - non arriva a chi non viaggia all'estero, a chi fa l'Erasmus, a chi ha fatto o fa un lavoro di “fascia alta”, a chi non conosce una lingua o più, a chi non guarda oltre il proprio sacrosanto e legittimo “orto”. Cosa ne penso io? Io che guardo al mondo (solo perchè ho un capitale culturale – un'istruzione di alto livello?).

  3. Quale futuro per l'internazionalismo di sinistra, dei comunisti, dei socialisti? E' la European Left?

 
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