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Un bel regalo di Natale: la fiaccolata al Colosseo contro le stragi sul lavoro.

mojobranson | 21 Dicembre, 2007 17:42

Fabbriche occupate, scioperi generali, autorganizzazioni, catene, spari. E’ ormai senso comune che siano strumenti passati, antiquati, perdenti. Ci vuole coesione sociale, si può andare tutti alla domenica al centro commerciale e non c’è nessuno che complotta per renderti la vita uno schifo: in definitiva siamo tutti amici e il capo è una brava persona, tifiamo entrambi la stessa squadra.
Allora ecco che, di fronte all’ennesima strage sul lavoro consumatasi nel rogo alla ThyssenKrupp di Torino, Cgil, Cisl e Uil, con l’appoggio del Comune di Roma, organizzano una fiaccolata sotto il Colosseo, accompagnata da ben 2 ore di sciopero. Questo si che è un bel regalo di natale: finalmente una dimostrazione della modernità, dell’innovazione con la quale i sindacati e il nuovo Partito Democratico vogliono affrontare il purtroppo vecchissimo problema del lavoro. Eccola la novità: il gesto apotropaico. Perchè se è vero che le manifestazioni, le adunate, i comizi sono uno strumento vecchio e da innovare, alla fiaccolata del 18 dicembre rimane solo la potenza  della candela al cielo, cosa mai vista tra gli strumenti delle campagne dei lavoratori in tutto il Novecento. Finalmente capiamo cosa vuol dire innovare, nel lessico democratico: siamo davvero di fronte ad una svolta epocale.

Sei un lavoratore precario con due mesi di arretrati sull’affitto e “scadi” tra un mese? Inchinati davanti un’insegna della “Apple” e ripeti 3 volte il listino prezzi. Vedrai, finirà presto il problema della precarietà.

Hai una piccola impresa inadeguata di fronte allo strapotere del capitale finanziario globale? Ripeti dieci “Ave Rav4” e non guardare le partite su Mediaset Premium per 10 giorni e vedrai, riprenderai a guadagnare.

Sei un lavoratore stagionale, migrante, salariato, che lavora nei campi? Pensa che un giorno sarai ammesso nel regno di “Auchan”, così potrai sopportare l’umiliazione di oggi.

C’è un’ambigua consonanza tra iniziative mediatiche (la raccolta di firme su Repubblica.it), le fiaccolate e i richiami dei politici: nessuna servirà anche solo ad un lavoratore.

I media nazionali non riescono a godere di una indipendenza tale da poter affrontare la questione razionalmente e quindi creare un’ideologia responsabilizzante: le morti bianche risultano una notizia tra le tante, inserita tra un omicidio e un rimprovero della Santa Sede.

I sindacati sono loro, davvero, lo strumento vecchio: sono rimasti così indietro da non accorgersi di penalizzare il lavoro. Volete incontrare un sidacalista? Le grandi ville, le ricche tavole e le potenti macchine sono tre attributi chiave per riconoscerne uno.

La politica continua a promettere interventi, svolte, programmi, senza naturalmente riuscire a fare nulla. Ma la sua incapacità strutturale nel regolamentare il rapporto tra lavoro e capitale anche in maniera riformista (c’è una funambolica comicità nei richiami del mondo politico a Confindustria), assume in Italia una prospettiva ancora più inquietante, a causa della profonda mescolanza tra capitale produttivo ed edilizio con le organizzazioni mafiose e di riciclaggio.

Innovazione, modernità e cambiamento possono arrivare quando si ha una solida struttura sulla quale costruire. Il capitalismo italiano, nella sua globalità, è incapace di mantenere una politica securitaria del lavoro  adeguata agli enormi profitti a cui è solito, almeno  in linea con il resto d’Europa.  

L’Italia  con Spagna e Portogallo è nelle prime posizioni per numero di morti sul lavoro (dietro l’inarrivabile Romania) nell’UE. Speriamo che nel futuro ci sia qualcuno che a questi dati risponderà firmando carte storiche, agenti di cambiamenti sostanziali. Speriamo che Babbo Natale ci porti l’inizio del cambiamento e la fine delle fiaccolate.

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